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Il Bufo per me

Il Bufo, fino ad ora, mi ha parlato di Unità del Creato, dell’Onnipotenza dello Spirito, della leggerezza dell’Essere, di Estasi, dell’infinito Piacere dei Sensi e, soprattutto, di Amore; di quell’Amore di cui siamo fatti, che non possiamo smettere di essere, la cui scelta, anche su questo piano, nonostante tutto, rimane la più semplice e naturale.

Così come, assolutamente nostra, rimane la scelta degli stati d’animo che viviamo e le conseguenze che ne derivano.

Questa medicina del cuore mi ha restituito un contatto profondo con il mio essere divino e nello stesso tempo mi sta aiutando a riconnettermi con il mio corpo; sta colmando quel senso di vuoto, da sempre percepito, che mi ha fatto sentire aliena di questi luoghi, come fossi stata abbandonata qui per errore; mi ha fatto riconoscere, aldilà di ciò che è accaduto, di ciò che ho provato, aldilà di ogni causa ed effetto che ho generato, oltrepassando ciò che la mente mi aveva portato a credere.

Questo rimedio destruttura, ristruttura e offre, secondo il mio sentire, la più elevata e immediata espansione di coscienza, (da alcuni definita temporanea “Illuminazione”), che viene registrata nel profondo da ogni singola nostra cellula, in un processo di trasformazione interiore che continua oltre l’esperienza in sé, e può regalare sensazioni meravigliose, o profonde comprensioni spirituali, nei giorni o anche nei mesi a seguire. Si tratta di un vero e proprio download di informazioni in forma vibrazionale-energetica.

La banda di frequenza in cui opera non è accessibile alla mente, essa viene temporaneamente messa da parte, l’illusione si arresta, l’ego si frantuma, si scioglie, esplode, viene polverizzato, (le sensazioni possono essere molteplici), in un crescendo che a tratti può risultare “terrificante” per l’Io, che non si riconosce più nella sua identità; si resta completamente “nudi” di fronte a una tale disarmante Grandezza, (che risiede esattamente all’interno del proprio Sé), non definibile a parole.

Il cuore si riempie, si espande attingendo alla sorgente Primaria dell’essenza stessa che lo compone.

Si comprende profondamente e chiaramente la differenza tra una spiritualità fatta di parole e lo sperimentare lo Spirito e quanto, a volte, le parole siano uno strumento veramente limitante, ma, purtroppo, ancora necessario per passare un’informazione in questa frequenza.

In uno spazio indefinito, il tempo scompare, la percezione di se stessi si dissolve, è tutto così strano, si perde ogni punto di riferimento, il respiro è totale, ogni singola cellula del corpo vibra, prende vita, o meglio rinasce, tutto si scompone, la percezione fisica e emozionale aumenta esponenzialmente, ogni cosa turba o meraviglia, tutto si espande all’interno del proprio corpo, in un crescendo che non sembra trovare limite o ostacoli, si viene trascinati in un turbinio di emozioni e sensazioni, fino a uno stadio in un cui la paura viene abbandonata e si manifesta un assoluto senso di pace e armonia, di beatitudine, nell’unione col Tutto.

La realtà esterna, può essere nuovamente avvertita, ma in modo diverso, è come se non si fosse lì, ma in uno stato vibratorio differente, il corpo può rimanere immobile, come muoversi, tremare o avere degli spasmi, la temperatura corporea può variare, in alcune fasi il contatto fisico può risultare fastidiosissimo per via dei corpi sottili che sono avvertiti e rendono ipersensibili, oppure può essere assolutamente necessario (sta alla sensibilità di chi assiste capirlo), così come i suoni (interni ed esterni) possono essere sgradevoli e spaventosi o armonici, non esiste alcuna forma di controllo nell’espressione del sé, ogni volta cambia, ogni volta un aspetto differente viene rivelato.

Il tutto si configura al fine di dare spazio all’Eterna Essenza, all’Essere che è, ma non è nella forma, ma nell’energia, nell’emozione, nella vibrazione, ti abbraccia, ti vede, ti accoglie, ti ama di un Amore incondizionato perché non ne può fare a meno, perché non conosce altro e in quell’istante scompare anche il concetto di causa- effetto, che non ha senso di esistere in questo non spazio, e ciò che è, è sempre stato e sarà, ride di tutto ciò che con la mente abbiamo costruito, illudendoci di essere separati. Tutto si fonde in te e tu in lei, è una danza di sensazioni, è come fare l’amore con sé stessi nel più alto stato vibrazionale possibile, fuori dal tempo, in un non luogo, in cui il principio maschile e femminile si fondono; non si sono mai divisi in realtà, ma risiedono entrambi dentro di noi, nell’unità.


Nel mio mondo fantastico, il Bufo rappresenta il “golden Ticket” di Willy Wonka, ossia aver a disposizione le chiavi di accesso a un “mondo” inimmaginabile. La mia mente razionale, dotata di un forte autocontrollo, spesso mi dice che bisogna essere dei folli per ripetere questa esperienza, ma ogni volta si dimentica della sua effettiva potenza e quindi accetta di varcare nuovamente la soglia della porta sull’infinito, accompagnandomi solo fino a dove le è consentito, per poi scomparire e lasciarmi incontrare chi veramente sono.

La maggior parte della mia vita è trascorsa tra profondi dolori e dissidi interiori, ferite che non riuscivano a rimarginarsi, senso di impotenza, muri invisibili, per me, troppo alti da scalare, che mi dividevano dagli altri, che mi hanno fatto, dolorosamente ma, inevitabilmente, anche rinunciare a ciò che desideravo; non avevo gli strumenti per capire, o più probabilmente avevo paura di andare fino in fondo. Negli ultimi anni forse spinta da un desiderio più profondo di comprensione sono arrivate le risposte che, da sempre, cercavo. Il Bufo è l’incontro più recente con lo Spirito in un percorso introspettivo, fatto di esperienze molto diverse tra loro, iniziato nella parte pratica 5 anni fa, ma preparato da tutto la vita, anzi sicuramente nell’arco di chissà quante esperienze di vita.

Quanto appena scritto è stato filtrato dalla mia mente, attraverso le sensazioni che riemergono.

Definire questa esperienza è, però, impossibile, si tratta di affidarsi all’Universo e lasciare che sia e che questa Entità ti porti dove è bene per te in quel preciso momento.

Un ringraziamento alle splendide anime: Lorena, Dafna, Lino, Lorenzo, Andrea e la piccola Naira, che mi hanno assistito, sostenuto, con la parola, col canto, con una carezza, con un abbraccio e con la loro presenza e attenzioni nelle ultime pratiche, particolarmente difficili a causa del dolore per la perdita della mia cara zia Noemi.