L’astrologia

Siamo abituati a pensare all’astrologia come qualcosa di astratto: delle costellazioni che possiamo vedere lassù nel cielo, che spesso neanche sappiamo riconoscere, che si muovono lungo la linea chiamata “eclittica” e che influenzano la nostra vita quaggiù come esseri umani.

I loro caratteri riflettono il carattere e il destino di coloro che sono nati sotto il loro segno (che poi cosa questo significhi, non lo sa quasi nessuno). Caratteri apparentemente scollegati tra loro, tranne, al massimo, quando facciamo le affinità di coppia.

Voglio oggi invece proporvi un punto di vista sull’astrologia e sui segni zodiacali: qualcosa a cui sono arrivata dopo anni di studio, osservazione e riflessione personale, che non intende certo essere qualcosa di esaustivo, dato i fiumi d’inchiostro che sono stati scritti in proposito, ma solo un contributo per collegare ciò che solitamente rimane separato.

L’astrologia, pur affondando le sue radici nella notte dei tempi, nella forma in cui la conosciamo oggi nacque nel mediterraneo durante la cosiddetta età dell’Ariete (ovvero l’epoca in cui all’equinozio di primavera il sole ha dietro di sé nel cielo il segno dell’Ariete – adesso siamo nell’età dell’acquario). Come era tipico della mentalità dell’epoca, la separazione tra divino e materiale non era qualcosa di netto e inconciliabile come al giorno d’oggi, bensì era considerato normale associare ciò che si vede in cielo con ciò che succede in terra, e che, tra l’altro, poteva essere utile anche per le semine e i lavori agricoli, per la preparazione dei medicinali e per i riti religiosi.

Voglio suggerire l’idea che i segni zodiacali non siano affatto uno strano influsso di una costellazione lontanissima in cui qualcuno ha visto un fantasioso disegno, ma qualcosa di molto più concreto, ovvero la personificazione e proiezione nel cielo di quelli che sono i mesi dell’anno, con le loro caratteristiche peculiari.

Nei prossimi articoli tratterò più dettagliatamente i vari segni zodiacali. Per il momento mi limiterò a delineare lo schema in cui poterli collocare.

La ruota dell’anno

Il calendario astrologico inizia con l’equinozio di primavera, quando il sole entra nel segno dell’Ariete. Ciò significa che la costellazione dell’Ariete sta dietro al sole in quel momento dell’anno. O meglio, ci stava 4000 anni fa, quando fu inventato l’oroscopo. Adesso, a causa del fenomeno astronomico della precessione degli equinozi, il segno che sta dietro al sole è quello dell’acquario. Infatti siamo nell’età dell’acquario.

Da dopo il solstizio, si susseguono le quattro stagioni, ognuna legata ad un elemento, aria acqua terra o fuoco, che la caratterizza. Anche i segni zodiacali sono portatori di un elemento, che ne definisce simbolicamente il carattere, oltre ad avere un’altra caratteristica che indica quale sia il loro ruolo all’interno della stagione di appartenenza: cardinale, fisso o mobile. Gli elementi sono invece terra, aria, acqua e fuoco.

Ciò che vorrei spiegare in questo breve trattato, è come i segni zodiacali siano intimamente connessi con le forze naturali in azione in quel momento. Ad esempio per i tre segni primaverili, l’ariete cardinale è l’iniziatore della primavera, il toro fisso è colui che se la vive, e i gemelli mobile colui che la conclude. Come se fossero tre partecipanti ad una festa: uno che la prepara, uno che se la gode, uno che rimette a posto.

La costellazione che lo rappresenta, di conseguenza, non è altro che un utile simbologia per ricordarci tutto ciò, ovvero in che momento dell’anno ci troviamo. Il segno zodiacale diventa allora il portatore di una certa quantità di luce ed ombra, di energia di apertura e di chiusura, azione e ricezione, yang e yin, in una eterna danza di continuo compenetrarsi di questi due principi. Ogni segno è anche portatore dell’energia di uno dei sette pianeti, che sono anche delle divinità (sole, luna, mercurio, venere, marte, giove e saturno). Lo andiamo a vedere nel dettaglio nei prossimi articoli. Seguitemi.